
E' sempre un piacere, un privilegio e un onore, per un Associazione come la nostra, il poter essere utili a distanza a nostri conterranei pieni di nostalgia che riscoprono nelle pagine del nostro sito le immagini e i ricordi della propria terra natale, purtroppo abbandonata.
Allo stesso modo, siamo lieti di poter giovare alla divulgazione e alla ricerca delle tradizioni e della storia di questo tratto di mare e di terra. Per questo motivo possiamo riportare due comunicazioni che ci sono arrivate, tutte e due relative al "Luntro":
"Sapere che ne esiste ancora uno, anche se ampiamente rimaneggiato, e vederne le foto sul vostro blog mi ha commosso sino alle lacrime. Per un ganzirroto come me che vi manca dal lontano 1961 è stato come tuffarmi dalla cima della "fuluca" o quasi, come eravamo usi fare da ragazzini, sotto gli improperi dei pescatori, consci del pericolo che correvamo. Un'emozione "violenta" e insieme una sensazione di dolce e prepotente malinconia, un senso di oppressione al petto quasi di angoscia percorsa dai flashback della mia infanzia, della mia fanciullezza, della mia adolescenza.
GRAZIE e un grazie al caso che mi ha condotto sul vostro blog".
"Salve,
Ho trovato il sito dell'Associazione Culturale Cariddi mentre cercavo informazioni sulle caratteristiche dell'imbarcazione chiamata Luntro ove ho trovato un ottimo articolo, credo di sua penna, sia informativo che ben illustrato.
Io sto facendo delle ricerche su questo tipo di imbarcazione descritta da Omero nell'Odissea. Vorrei, quindi, farle una domanda: Lei, si e` occupato di quest'aspetto nei suoi studi e ricerche? Se dovesse avere informazioni a questo riguardo sarei molto interessato di conoscerle.
La ringrazio e la saluto cordialmente,
LETTERA FIRMATA"
Rispondiamo ad entrambi: l'articolo citato è tratto da una rivista divulgativa di Messina: "Città e Territorio" del 2005. La direzione e la redazione della rivista hanno sede all'ufficio stampa del Comune di Messina. E-mail:
cit_ter@solnet.it. Non sappiamo tuttavia quanto possa essere attendibile e sicuro questo indirizzo, che riportiamo semplicemente dal sito ufficiale.
Il Luntro nella foto è quello che si trova oggi al Parco Horcynus Orca di Torre Faro, visitabile da tutti a memoria del tempo passato. Per i nostri conterranei che sono emigrati ma contano di poter tornare per una qualche vacanza a Capo Peloro, si consiglia una visita completa al Parco e una delle gite organizzate di una intera giornata a bordo delle attuali feluche. Questa attività di "Pesca Turismo", attira ogni estate decine di escursionisti e appassionati che possono passare in barca diverse ore, mentre i pescatori lavorano davvero sulle acque dello Stretto.
Per avere maggiori informazioni sul Luntro e la Pesca al Pesce Spada a Capo Peloro molti sono gli esperti che gravitano attorno alla nostra Associazione e hanno "temprato" dal vivo le proprie conoscenze per tutta la vita.
Gli splendidi schemi disegnati e la ricostruzione di tutte le componenti di Luntro e Palamitara sono di Peppino Rando. Un altro "esperto" di cose locali è Giuseppe Buceti, autore anche di alcuni studi su Torre Faro e sulla numismatica messinese. Mauro Longo, lo scrivente, ha curato tra le altre cose un approfondimento sulla salagione del pescato nell'antichità.
Per chi avesse infine voglia di una lunga conversazione su Torre Faro, la pesca e le tradizioni del paese, il consiglio è di venire un pomeriggio alla sede della nostra Associazione, in Via Lanterna 4 a Torre Faro, Messina (090-3223093) e chiedere di Franco Longo.